venerdì 23 settembre 2016

Franciacortadvisor: Andrea Arici Colline della Stella

arici colline della stella franciacorta

arici gussago

franciacorta

franciacorta

franciacorta

franciacorta



franciacorta
franciacortaFaccio una premessa: più volte mi è capitato di sentire critiche rivolte al Franciacorta colpevole, secondo sedicenti esperti, di essere tutto uguale. A mio umile parere, niente di più sbagliato. C'è si il Franciacorta "piacione", quello  più semplice, che viene prodotto per incontrare il favore del pubblico. Ma al di la di questa fetta di prodotti, ci sono i veri Franciacorta, quelli che io e tantissimi altri scegliamo (non intendo sollevarmi ad esperta, ma sicuramente ho abbandonato da tempo i vini ruffiani) che sono ognuno l'espressione della propria parte di territorio e l'espressione del produttore, anche se a mio avviso il vino si fa in vigna non in cantina.
Quella fetta di Franciacorta che io amo, è ben espressa dal lavoro di Andrea Arici, che in questa cantina che ha più la dimensione fisica e "spirituale" di una casa, produce alcuni tra i miei Franciacorta preferiti...si, si ha proprio la sensazione di essere accolti nella casa di un amico, una amico un po' timido forse, che probabilmente si trova molto meglio in vigna o tra le mura della sua cantina, nella quiete dei propri spazi, piuttosto che nel ruolo di presentatore di se stesso, del proprio prodotto e della propria filosofia. Ma non serve scambiare troppe parole, anche se quelle poche spese delineano chiaramente il proprio pensiero e la direzione intrapresa, il vino parla al posto suo: sapido,fresco e minerale; bevuto nella variante dosaggio zero e rosè (anche se tutti i suoi Franciacorta sono dosaggio zero), meraviglioso nella purezza del pinot nero vinificato in bianco del suo Dosaggio Zero Nero e della Riserva Andrea Arici (che conosco ma purtroppo non erano a mescita).  Vi invito caldamente a fare un giro in cantina, per scoprire un angolo di Franciacorta e un  "sarto del vino", aprendovi a questa e ad altre cantine più piccole e scoprire così l'anima di questa terra, voluta e tenacemente curata..
Una menzione e un ringraziamento particolare ad Anna, la moglie di Andrea, che ci ha accolti come fossimo amici di vecchia data e ci ha introdotti nel loro piccolo mondo. 

sabato 10 settembre 2016

V like Vendemmia


grapeharvest

vendemmia franciacorta

grapeharvest franciacorta

genuine franciacorta

V per Vendemmia potrebbe essere il secondo capitolo del film F for Franciacorta, realizzato alcuni mesi fa per descrivere, in una ventina di minuti, il mondo Franciacorta.
La Vendemmia, ora che vi scrivo, sta giungendo al termine un po' ovunque ma è "arrivata" in ritardo rispetto allo scorso anno.
Apripista come sempre le cantine della zona del Monteorfano ovvero l'area più a sud ( e quindi più calda) di tutta la Franciacorta, seguite a poca distanza dalle cantine dell'area centrale ed infine da quelle dell'area più a nord.
Come sempre le scene non cambiano e ogni volta mi stupisco e sinceramente me la prendo anche un po' a male..
Capisco che questa è un'area turistica, dove il visitatore è sempre accolto molto più che volentieri (senza troppi fronzoli, gente che lavora duro qui e poche concessioni al divertimento puro), ma cari turisti del weekend qui si sta raccogliendo l'uva e i trattori, con le caratte piene di ceste colme di grappoli che daranno vita al nostro e vostro vino preferito, ora sono i padroni incontrastati dei campi e dell'asfalto quindi armatevi di pazienza!
Ogni anno è la stessa storia: automobili con targa forestiera (badate, non estera, gli stranieri sono sempre quelli più gentili e collaborativi) non inclini alla guida su strada di campagna (altro indizio, qui si tratta di cittadini) che come fossero in tangenziale si mettono attaccati al retro della caratta suonando il clacson il più delle volte accompagnando il tutto da sproloqui irripetibili e movimenti chiari del braccio fuori dal finestrino (questo è un tipico tratto dell'italiano che si, è proprio vero, tende a gesticolare molto).
Io l'ho già detto in un post di qualche anno fa: io questi piccoli trattorini li adoro, sanno di produttività, di vino in nascita, di chiusura del cerchio, di vera e propria raccolta del frutto del lavoro di un lungo e impegnativo anno..
A noi invece, basta armarsi di pazienza, di nuovo, per attendere il nettare tanto amato che ogni anno cambia e fa sentire, all'interno del calice, la stagione che l'ha fatto nascere,
Sarà un'ottima annata!!!
























venerdì 9 settembre 2016

Aspettando il Festival 2016

genuine franciacorta

Poi non dite che non vi ho avvisati per tempo!!!

Come ogni anno, Settembre porta con se tanti eventi legati al mondo dell'enogastronomia. Uno dei più importanti, anzi il più importante è il Festival del Franciacorta in cantina (cliccando sul link trovate tutte le info del caso): quasi tutte le cantine consorziate aprono le porte per accogliere gli enoappassionati ( o #winelovers come si chiamano nel mondo virtuale)ingolosendoli con proposte culinarie che vanno ad accompagnare ed esaltare i propri Franciacorta. 
Parallelamente agli eventi in cantina, vari ristoranti della zona propongono menù ad hoc per l'occasione, alcuni dei quali a prezzi calmierati. 
L'apertura della due giorni franciacortina, è onere ed onore come da alcuni anni, della Dispensa Pani e Vini di Torbiato che, sotto i propri porticati, ospiterà alcune tra le migliori cantine della Franciacorta, accompagnate dai piatti degli chef della zona che come sempre delizieranno i palati di tutti noi. 
Il tutto verrà supportato come sempre dalla condotta Slow Food sez. Oglio-Franciacorta-Lago d'Iseo, che ogni anno suggerisce alla Dispensa Pani e Vini il destinatario più "adatto" cui devolvere parte del ricavato; quest'anno la scelta non poteva che ricadere sull'area terremotata di Amatrice e dintorni. (qui l'elenco locali che aderiscono all'iniziativa #unfuturoperamatrice)
Per quanto riguarda i dubbi sulla serata, vi rimando al post dello scorso anno con tutte le informazioni "pratiche e stilistiche nonché frivole", che troverete qui .
Ci vediamo il 16 ;-) !!!



















giovedì 8 settembre 2016

S like Star of Michelin's guide

borgonato franciacorta

stefano cerveni

franciacorta

stelle michelin

genuine franciacorta

franciacorta

philippe leveille







franciacorta
Foto scattata durante la serata in onore del Maestro Gualtiero Marchesi
Poche cose nella vita danno soddisfazione come il cibo (e il vino ovviamente, ma che ve lo dico a fare :-) ).. 
Niente mi appaga come lo scoprire un ingrediente all'interno di un piatto, o il sentire come un elemento entri in contrasto o, al contrario, come si sposi magnificamente all'altro. La cucina è gioia, e non solo per me che la vivo come la mia più grande passione (da tempi non sospetti e anni luce precedente ai vari programmi televisivi culinari, ci tengo a precisarlo...la cucina non è moda, la cucina è radice culturale); credo lo sia per tutti, soprattutto in Italia dove è normale mangiare in famiglia tutti insieme e dove è altrettanto normale stare seduti a tavola, magari la domenica a pranzo, per delle ore parlando dell'argomento che più ci appassiona: la cucina!
In Franciacorta ci sono grandi ristoranti, piccole osterie storiche, trattorie che esistono da decenni; e poi ci sono le "perle", quei posti che negli anni si sono distinti per abilità e maestria e che ora sono conosciuti da tutti. 
Grande pioniere dell'alta cucina italiana, quando i re incontrastati erano solo i cugini transalpini, il Maestro Gualtiero Marchesi con la sua Albereta ha portato i gourmet di tutta Italia e di mezzo mondo, a cenare nel cuore della Franciacorta. Ha fatto da insegnante e da mentore per gran parte delle stelle culinarie dello stivale, che da qui sono partite per il successo come Andrea Berton, Carlo Cracco, Enrico Crippa, Ernst Knam, Davide Oldani e tanti altri.
Ora che ha lasciato la Franciacorta, il testimone "Michelin" è rimasto in mano a due dei miei cuochi prediletti: Stefano Cerveni del Ristorante Due Colombe a Borgonato e Philippe Léveillé del Miramonti l'Altro a Concesio (paese ad un passo dalla Franciacorta). 
Esperienze mistiche in entrambi i ristoranti, propongono due cucine totalmente differenti e direi imparagonabili: puntata sulla semplicità stilistica ed esecutiva e sulla territorialità per il primo, e sulla fusione di due territori (Léveillé è Bretone ma vive in Italia da una vita) e sulla elaborazione per il secondo. 
Certamente non per tutti i giorni (ovviamente essendo due ristoranti stellati non sono sempre accessibili), certamente per dei giorni speciali da ricordare!
Un'altra scusa in più per venire in Franciacorta...no?
(mannaggia a me e a questi post che mi fanno venire fame, pur avendo già cenato..uff)


mercoledì 7 settembre 2016

T like Torbiere del Sebino

torbiere iseo

franciacorta

torbiere

iseo

franciacorta

torbiere

genuinefranciacorta

torbiere

franciacorta


Ci sono certi posti nei quali il perdersi è l'unica opzione possibile..la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino è sicuramente da includere tra questi.
A pochi passi da casa, letteralmente abbracciato al Lago d'Iseo che ne delimita i confini a nord, troviamo questo incanto paesaggistico e faunistico: affioramenti di terra sparsi qua e la come isolotti, collegati tra di loro da ponticelli di legno e passerelle, accompagnano il visitatore in un viaggio dove il paesaggio, che scorre fuori dall'immaginario finestrino, muta in continuazione.
E il silenzio incontrastato di questo luogo magico, viene spezzato solamente dai versi degli uccelli che lo popolano, dai guizzi dei pesci, dal gracchiare delle rane e dalle lepri o dai conigli selvatici che scappano tra i cespugli.
Amato particolarmente dai birds watchers e dai pescatori, garantisce una fauna pressoché intoccata che qui trova riparo e protezione.
Facilmente raggiungibile da vari punti d'ingresso nei comuni confinanti, Iseo, Provaglio d'Iseo, Cortefranca, è da qualche anno a pagamento (ingresso 1 euro) per finanziare le opere di sistemazione e gestione di quest'area così importante e vasta..
Accessibile tutto l'anno è un po' meno godibile in piena estate a causa della sua natura paludosa che ne fa il luogo ideale per lo sviluppo delle zanzare (ma si pone facilmente rimedio, visitandola di mattina presto o comunque evitando l'orario del tramonto), vede il suo maggior splendore in primavera e soprattutto in autunno, dove tutta l'area assume i colori caldi del fuoco e del sole..
E per voi che come me amate i cani ho una brutta notizia per voi: i cani non sono ammessi, per non disturbare la fauna!
Per tutte le informazioni del caso, poichè sono molte, vi consiglio di visitare il sito della riserva cliccando qui.

martedì 6 settembre 2016

Alphabet of Franciacorta: S like Salame

S like Salame

genuinefranciacorta
Salame ed altri affettati di Montisola, prodotti direttamente sull'isola e molto famosi (oltre che buonissimi) accompagnati ovviamente dal Franciacorta!
… o sarebbe meglio dire: La guerra del Salame. In Franciacorta, come credo in quasi tutto il nord d’Italia, il salame è un argomento serio, anzi serissimo. Scelta dell’animale, spesse volte quando è solo un cucciolo, scelta accurata degli aiutanti, e il dosaggio delle droghe e del sale. Roba mica da poco. C’è da diventar matti!  Ogni paese, ma il più delle volte addirittura ogni zona di ogni paese, ha la sua tecnica basata su anni ed anni di prove pratiche e di fallimenti (anche se il termine fallimento difficilmente lo sentirete utilizzare da qualche norcino casalingo). Ingredienti necessari sono ovviamente la carne di suino, il budello, e la cosidetta “consa” ovvero la conciatura fatta da un mix di spezie e aromi quali pepe, noce moscata, chiodi di garofano, aglio e sale in quantitativi diversi (alcuni utilizzano anche il vino).Una volta che si ha a disposizione la bestia opportunamente macellata, si procede alla macinazione, alla preparazione del pastone e all’insaccamento, e il tutto avviene in un ambiente famigliare. Che sia la cascina di un contadino o la taverna di una casa di paese, l’importante è avere a disposizione tanto spazio, tavoli in abbondanza e vino per dissetarsi…e ovviamente una cantina dove appendere i preziosi insaccati.. e anche qui la diatriba continua. Chi insiste che la cantina deve essere sterile come una sala operatoria contro chi sostiene che la cantina (dove sono presenti anche legname per l’inverno e ammennicoli vari) più spifferi ha meglio verrà il salame. A casa mia si è sempre fatto il salame. Non molto in verità, perché si tendeva ad acquistare una bestia da dividere in tre famiglie che si riunivano nella taverna dei miei genitori, e armate di pazienza e tanto impegno preparavano salami e salsicce. 
Ricordo ancora con precisione l’odore acre che inondava tutta la casa, soprattutto nel momento in cui veniva raccolto il sangue per fare la torta di maiale..io non ho mai avuto il coraggio di mangiarla ma vi lascio comunque la ricetta, gli amanti dicono che sia una vera prelibatezza…


1 litro di sangue di maiale
1  litro di latte
400 gr di pancetta non affumicata fatta a cubetti
1 porro
Una noce di burro
400 gr di parmigiano
Sale, Pepe, Noce moscata
Un paio di uova
Una manciata di pane grattugiato
In una padella sciogliere il burro e far rosolare bene la pancetta finché diventa croccante, unire il porro tritato finemente e rosolarlo a fuoco basso. Unire tutti gli altri ingredienti  al composto freddo. Mettere la pentola sul fuoco e cuocere a fuoco basso, sempre mescolando finché non si addensa,  senza mai raggiungere la bollitura.
In una teglia imburrata versare il composto, spolverare di parmigiano e pane grattugiato.

Infornare a 180 gradi per circa 40 minuti 

lunedì 5 settembre 2016

Alfabeto di Franciacorta: F come Franciacorta


Come già vi ho detto varie volte, il problema più importante legato al vino Franciacorta è dato dalla errata definizione che sento ripetere ovunque: Prosecco Franciacorta.
Al di la che non si possa veramente sentire, qui si parla di mancanza di nozioni di base e non voler sminuire uno o l'altro: sono prodotti diversi che meritano di essere riconosciuti nella loro peculiarità!!!! Per Bacco (ecco, appunto)!

Fa sicuramente piacere notare come il mondo del vino stia raccogliendo simpatizzanti e appassionati in ogni dove, basta bazzicare i social per capirlo,  ma il tutto deve essere fatto con un certo metodo; e non intendo studiarsi a menadito qualsiasi cosa, ma un minimo...insomma se uno va a vedere una partita di calcio sa che chi fa più goal vince e che la palla, in mano, la può tenere solo il portiere..o sbaglio?

Veniamo quindi al dunque cari lettori.
Ecco le principali peculiarità che differenziano il Franciacorta ed il Prosecco.

Punto primo: come si evince chiaramente dalla cartina qui sopra, parliamo di due denominazioni posizionate a chilometri di distanza (circa 230 in linea d'aria..mica poco) ,il Franciacorta (che è solo Docg) in Lombardia in provincia di Brescia e il Prosecco in Veneto e Friuli Venezia Giulia (da precisare che in queste due zone si produce Prosecco Doc mentre il Prosecco Docg viene prodotto in una piccola area in provincia di Treviso)
Punto secondo: col termine Franciacorta, così come avviene per lo Champagne e il Cava, si indica con una sola parola un vino, un metodo di produzione ed un territorio; questa cosa con il Prosecco non avviene.
Punto terzo: il Franciacorta e il Prosecco vengono prodotti con uve diverse. Il Franciacorta Docg per disciplinare può essere prodotto con pinot nero, pinot bianco (in una percentuale massima del 50%) e chardonnay mentre il Prosecco deve essere composto almeno per l'85 % da uva glera (il restante 15% può essere rappresentato da verdiso, glera lunga, bianchetta trevigiana, perera,  chardonnay, pinot bianco, pinot nero e pinot grigio a seconda della variante Doc o Docg)
Punto quarto:(per importanza andrebbe messo al primo posto, ma qui necessitiamo di un po' di attenzione in più) il Franciacorta ed il Prosecco hanno dei processi di vinificazione totalmente differenti, che vanno anche a spiegare il perchè della differenza di prezzo che tutti conosciamo.
Per farla breve, e comprensibile anche a chi si avvicina al mondo del vino ora:
Il Prosecco viene prodotto col metodo Martinotti (o Charmant) ovvero il vino base, con l'aggiunta di lieviti e zuccheri che daranno vita alla fermentazione che crea a sua volta anidride carbonica ovvero le bollicine, viene messo in autoclavi di acciaio inox a chiusura ermetica e temperatura controllata Quando la fermentazione giunge a conclusione, lo spumante viene trasferito in una seconda autoclave sempre a temperatura controllata, passando attraverso una macchina di filtrazione isobarica grazie alla quale precipitano residui e acido tartarico, e subito dopo il vino viene imbottigliato ed è pronto..(questo processo dura circa 3 mesi)
Il Franciacorta, invece, viene prodotto col Metodo Classico: il vino base ottenuto dai vari vitigni tramite pressatura soffice, a cui viene aggiunta una "miscela" di lieviti selezionati, viene posto in cisterne di acciaio inox a temperatura controllata dove riposa per circa sei mesi. La primavera dell'anno successivo, il vino "finale" opportunamente assemblato unendo i vini base ottenuti dai vari vitigni,  viene messo in bottiglia con una seconda aggiunta di lieviti e zuccheri che daranno il via alla presa di spuma ovvero la nascita delle bollicine. Le bottiglie vengono quindi accatastate e riposano in cantina dai 18 ai 60 mesi (o anche più).
Passato questo tempo, le bottiglie vengono posizionate nelle pupitre o nei giropallet per il remuage: il vino viene posto a testa in giù e compie dei movimenti rotatori che permettono ai sedimenti di posizionarsi a ridosso del tappo a corona.
pupitre
Passate le settimane necessarie al remuage, si passa alla sboccatura che consiste nello stappare il Franciacorta perdendo così il "tappo di sedimenti"; la parte di Franciacorta perso, viene poi rabboccato con altro vino addizionato ad un certo quantitativo di zucchero e ritappato col tappo a fungo e la gabbietta.

Punto quinto: hanno un prezzo totalmente differente, a partire dai prodotti più semplici o come si dice solitamente (anche se è errato) dai prodotti base.
E tutto ciò è dato soprattutto dalla lentezza e laboriosità della produzione di Franciacorta in confronto al Prosecco: il primo rispetto al secondo, vede passare anni dalla vendemmia alla messa in commercio a causa (o merito) di tutti quei passaggi che permettono al Franciacorta di essere ciò che è: fermentazione lentissima, operazioni manuali,tempo di deposito e di riposo, ecc ecc.

Quindi amici miei, l'indicare il Franciacorta come Prosecco Franciacorta è ciò che di più sbagliato si possa dire: il Franciacorta è Franciacorta, punto! (se non chiaro, rileggere il punto 2)
Il  Prosecco è un prodotto più che ottimo, scelto da milioni di persone nel mondo, con un nome ben chiaro che va rispettato e salvaguardato e non va confuso...e la stessa cosa vale per qualsiasi prodotto d'eccellenza italiana di cui il Franciacorta fa onorevolmente e meritatamente parte, che merita di essere conosciuto e riconosciuto soprattutto dai propri compatrioti!!!

Quindi ricordate: